Ferrovia Genova – La Spezia e Viadotto di Recco

Nome progetto:
Ferrovia Genova – La Spezia e Viadotto di Recco


Paese:
Italia

Cliente:
Ferrovie dello Stato

Durata lavori:
1914-1922 e 1946-1948

La linea ferroviaria Ventimiglia-Genova-Pisa è uno dei sistemi di comunicazioni fondamentali dell'Italia centro-settentrionale, di cui la tratta litorale ligure rappresenta l'elemento chiave.

La costruzione del collegamento fra Massa e Ventimiglia venne deliberata ancora prima della proclamazione dell'Unità italiana (1861) e le costruzioni vennero ultimate nei primi anni di vita del nuovo Regno.

Lo sviluppo del Paese porta a un continuo aumento del traffico ferroviario, tanto che, dai primi anni del Novecento, iniziano a essere discussi progetti per un raddoppio, un intervento particolarmente complesso per una linea realizzata in condizioni orografiche complesse, stretta fra i rilievi costieri e il mare.

L'impresa Lodigiani partecipa ai lavori di raddoppio della tratta Genova – La Spezia dal 1914 al 1922, concentrandosi sul tronco compreso fra Pieve di Sori e Camogli. Si tratta di un tracciato con una lunghezza di più di 7 km, di cui quasi quattro in sotterraneo, ripartiti in sette gallerie; fra queste hanno una particolare rilevanza l'intervento alla galleria di Priaro e, soprattutto, il raddoppio delle gallerie di Recco e di Camogli (con lo scavo di due nuovi tunnel, rispettivamente di 237,50 e 388 metri). Nella commessa rientravano inoltre i lavori per l'ampliamento e il consolidamento del viadotto sul fiume Recco, un ponte curvilineo con una lunghezza di quasi 400 metri.
Grazie ai lavori di raddoppio, la stazione di Recco divenne lo snodo principale del movimento ferroviario nella tratta fra Genova e Sestri Levante; per l'azienda, nata nel 1906, l'intervento sulla tratta ferroviaria della Riviera di Levante rappresenta uno dei più significativi interventi dei primi anni di attività.

La Lodigiani torna ad occuparsi della tratta subito dopo la Seconda guerra mondiale: i bombardamenti hanno infatti colpito in maniera molto dura la linea ferroviaria costiera, distruggendo una delle opere chiave della tratta, il viadotto di Recco.
Per permettere l’immediato ripristino della tratta, Lodigiani costruisce un viadotto provvisorio realizzato in tralicci di legno e travi di acciaio, completato in appena quattro mesi. Nel frattempo viene portata avanti la riparazione definitiva del ponte, ripristinato e ampliato utilizzando – per la prima volta in Italia – calcestruzzo armato precompresso.

Negli stessi anni, un'altra delle imprese oggi costituenti il gruppo Salini Impregilo è attiva nella ricostruzione delle infrastrutture della linea Genova – La Spezia: nel 1946 la Umberto Girola ha l'incarico di costruzione delle strutture provvisorie in legno e del ripristino dei viadotti di Sori e Bogliasco.

La riparazione del viadotto e la rapida riattivazione della linea ferroviaria ligure rappresentano un episodio simbolo della Ricostruzione postbellica in Italia: la fierezza e lo spirito di sacrificio con cui la popolazione di Recco affrontò i bombardamenti e la successiva ricostruzione vennero riconosciute nel 1992 con il conferimento della Medaglia d'Oro al Valore civile attribuita alla cittadina dal Presidente della Repubblica.

 

Principali dati tecnici:
Calcestruzzo: 180 tonnellate
Acciaio: 16,4 tonnellate
Raggio: 400 m
Interasse campate: 50 m
recco 602
NUMERO SPECIALE - 27/09/2016Un ponte tra le bombe

Il ponte di Recco, distrutto durante la seconda guerra mondiale, è uno dei simboli della ricostruzione italiana.

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