Infrastrutture: Pietro Salini, piantiamo i semi del futuro per le generazioni che verranno. Competenze e persone fattori chiave per continuare a crescere

Milano, 16 maggio 2018

Milano, 16 maggio 2018 – “Piantiamo i semi del futuro pensando alle generazioni che verranno dopo di noi. Il lavoro deve ripartire dalla capacità di progettare e costruire. Innovazione, cambiamento e competenze sono gli elementi chiave dell’unica strategia vincente per la competitività in un contesto globale in continua evoluzione”, così Pietro Salini, CEO del Gruppo Salini Impregilo, durante il dibattito “Trend del futuro per le grandi infrastrutture”, organizzato dal Gruppo il 15 maggio alla Triennale di Milano. Un’innovazione che, secondo Salini, deve unire alcuni elementi chiave: l’uomo, con la sua genialità e il suo know how, e i nuovi strumenti di digitalizzazione, intelligenza artificiale e IoT-Internet of Things, per recuperare produttività ed efficientare i costi.

A dar voce alle prospettive future nel settore delle infrastrutture, insieme a Pietro Salini, sono stati Stefano Boeri, Presidente della Triennale di Milano e fondatore dello studio che ha realizzato a Milano il Bosco Verticale, premiato come Best Tall Building nel 2015, insieme a Andrea Goldstein, Professore di economie emergenti presso l’Università Cattolica di Milano; Marta Dassù, Senior Director of European Affairs di The Aspen Institute; Riccardo Monti, Senior Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group.

“La competenza cresce di continuo con le persone, che realizzano opere infrastrutturali uniche e sono il nostro continuo serbatoio di esperienza. Il nostro Gruppo intende continuare a crescere facendo leva su tre elementi chiave: la competenza delle persone che lavorano con noi, le nuove tecnologie che miglioreranno sempre più la competitività del settore, e la capacita di adattamento al cambiamento”, ha sottolineato Salini. “Le competenze che abbiamo acquisito con alcuni tra i più grandi progetti al mondo oggi ci stanno aiutando ad affrontare una nuova sfida, quella degli Stati Uniti, che stanno diventando sempre più il nostro mercato domestico. Crediamo così tanto nel valore delle nostre persone che abbiamo deciso di celebrare il loro lavoro anche con una mostra fotografica alla Triennale, “Cyclopica”. Immagini uniche del passato che preparano il nostro terreno futuro”, ha concluso.

Sul futuro sostenibile e sul ruolo chiave delle infrastrutture soprattutto nelle nuove città si è soffermato Stefano Boeri, che ha sottolineato come le città siano le prime cause e, al tempo stesso, vittime del cambiamento climatico. Per questo, ha commentato, è sempre più necessario concentrarsi sulle fonti di energia rinnovabile e sulla forestazione, tema fondamentale anche nelle nostre città, che ne beneficerebbero non solo nell'ottica di migliorare la qualità della vita, ma anche e soprattutto per contrastare il cambiamento climatico. Inoltre, in Italia su 12 milioni di case 4 milioni sono obsolete, energivore e degradate. Una grande campagna di sostituzione edilizia rigenererebbe le città e darebbe linfa vitale al sistema edilizio italiano, dando occupazione a migliaia di persone.

Nel suo intervento Andrea Goldstein ha sottolineato il ruolo delle infrastrutture per il rilancio dell’occupazione, così come quello dello sviluppo del capitale umano per non acuire le disuguaglianze economiche e sociali. Come sottolineato anche dagli obiettivi di sviluppo globale sostenibile lanciati nel 2015 dall’ONU - SDG, le infrastrutture, ha commentato Goldstein, sono sempre più riconosciute come elemento fondamentale per lo sviluppo sostenibile.

Marta Dassù ha focalizzato il suo intervento sulle prospettive di crescita degli Stati Uniti. Il presidente Trump, ha dichiarato, vuole sottrarsi al rischio della stagnazione attuando una ricetta non convenzionale di taglio fiscale e nazionalismo economico. Per ora le cose stanno funzionando ma se Trump perdesse le elezioni di mid-term, le incognite politiche e geopolitiche aumenterebbero. Il modello di crescita americano fa leva anche sul nuovo piano infrastrutture, con l’annuncio di investimenti per oltre un trilione di dollari, che dovrà avere il consenso del Congresso e sarà largamente trainato dagli Stati e dagli investimenti privati.

Sono circa 15mila le dighe che necessitano di ammodernamento negli Stati Uniti, ha continuato Riccardo Monti. Il Paese è costituito per due terzi da città che saranno collegate sempre più da infrastrutture complesse, come grandi ponti e gallerie, andando a creare grandi opportunità per l’intero settore. Un settore, ha sottolineato Monti, che necessita di recuperare produttività attraverso nuova tecnologia e innovazione nei processi, che saranno gli elementi chiave di una nuova competitività. Innovazione che non distruggerà lavoro, ha concluso Monti, ma creerà richiesta di nuove professionalità più evolute, con un impatto positivo complessivamente sull’occupazione.

L’incontro è stato seguito da un concerto dei Cameristi della Scala, orchestra fondata nel 1982 e formata da musicisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala. Protagonisti indiscussi dei teatri e delle sale da concerto più prestigiose del mondo, i Cameristi hanno chiuso la serata con la rappresentazione delle 8 stagioni di Vivaldi e Piazzolla.

Salini Impregilo è uno dei maggiori global player nel settore delle costruzioni di infrastrutture complesse, presente in 50 paesi, specializzato nel segmento dell’acqua, per il quale per il quinto anno di seguito è riconosciuto dalla rivista ENR leader mondiale, oltre che nei settori delle ferrovie e metropolitane, delle strade, ponti ed autostrade, grandi edifici civili ed industriali ed aeroporti. L’evento rappresenta una ulteriore tappa del percorso seguito dal Gruppo a livello globale per sostenere il dibattito delle grandi infrastrutture complesse e farlo entrare sempre più nell’agenda politica.

L’iniziativa si inserisce tra gli appuntamenti in programma nel corso della mostra fotografica “Cyclopica”, ad ingresso gratuito, organizzata dal Gruppo dal 1 maggio al 3 giugno alla Triennale di Milano. La mostra, che sta incontrando un grande interesse da parte del pubblico, celebra il lavoro e la grandezza delle grandi opere infrastrutturali. Il percorso multisensoriale e immersivo ricostruisce, grazie ad un patrimonio storico unico costituito da oltre 1,2 milioni di foto e 600 video, storie di lavoro e di sfide a volte impossibili, dallo spostamento dei templi di Abu Simbel in Egitto, alla realizzazione della ferrovia transiraniana, del Canale di Panama e delle grandi dighe in tutto il mondo.

 

FUTURE TRENDS IN INFRASTRUCTURE

Per saperne di più:
www.cyclopica.com

 

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