Africa, infrastrutture e finanziamenti: binomio per la crescita

22 Giugno, 2017

NOTA STAMPA

Milano, 22 Giugno, 2017 – “Nel 2010 la popolazione dell’Africa subsahariana era di circa 1 miliardo di persone, prevista in crescita fino a 3 miliardi entro il 2050. Serve una risposta ad un continente in crescita demografica così rapida, e la sola risposta è la creazione di un futuro per l’Africa, un futuro fatto di lavoro e di benessere che le infrastrutture possono creare”. Lo dichiara Pietro Salini, Amministratore Delegato di Salini Impregilo, all’evento “Improving entrepreneurship for industrialization in Africa”, organizzato insieme a Confindustria ed Assolombarda dalla Fondazione E4Impact, di cui Salini Impregilo è socio fondatore.

All’evento è stato presentato a Milano l’African Economic Outlook 2017 dell’OCSE, con tutti i principali imprenditori italiani presenti in Africa, per affrontare il tema della crescita a lungo termine in un continente che sta iniziando ad investire anche sullo sviluppo di un settore privato per una crescita rapida ed inclusiva.

Tra i passi concreti proposti nell’African Economic Outlook 2017 lo sviluppo di competenze locali per rendere le imprese africane più competitive ed innovative, e diversificare gli strumenti finanziari disponibili per lo sviluppo di nuove imprese.

È quanto viene ribadito da Pietro Salini: “E’ necessario creare lavoro nei luoghi dove vivono le persone per evitare che lo vadano a cercare dove il lavoro non esiste, in Europa. Le infrastrutture contribuiscono a creare lavoro e a creare competenze in loco, non solo tecniche ma anche manageriali. E sono fattori abilitanti per qualsiasi modello di crescita. Ma servono strumenti finanziari che finora sono mancati per rendere possibile la costruzione delle infrastrutture, anche sotto forma di un sistema di garanzie che permetta agli imprenditori privati di investire nel continente”.

Salini Impregilo è presente in Africa da quasi 70 anni, ed ha realizzato oltre 400 progetti in 40 paesi in tutti i settori delle grandi infrastrutture, dalla costruzione delle più grandi dighe in Africa, come GIBE III e Gerd in Etiopia, gli impianti idroelettrici di Kariba in Zimbabwe ed Akosombo in Ghana, alle grandi arterie di comunicazione come la ferrovia Transcamerunense di ben 900 km e la ferrovia Transgabonese, agli interventi di salvataggio dei templi di Abu Simbel in Egitto.

Un’attività che rappresenta il 17% del fatturato totale del Gruppo, con circa 20.000 dipendenti previsti nel 2017, ed un impegno molto intenso nella creazione di posti di lavoro nei paesi in cui opera, come in Etiopia dove nel solo 2016 i vari progetti hanno portato alla creazione di oltre 165.000 posti di lavoro diretti ed indiretti.

“Una maggiore partecipazione del settore privato, con maggiori investimenti, formazione e creazione di occupazione, è la chiave per catalizzare il processo di sviluppo del continente”.

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