Pietro Salini: l’Italia guardi al futuro con una nuova visione strategica

NOTA STAMPA

Milano, 18 gennaio 2018 - “Vision e progetti a lungo termine, con un nuovo piano energetico e nuovi investimenti per ridurre il deficit infrastrutturale. Sono queste le decisioni strategiche su cui si deve concentrare il nostro paese  per agganciare un nuovo percorso di crescita, indipendentemente dal contesto politico contingente, in fase di tassi di interesse estremamente bassi”, ha indicato Pietro Salini, Amministratore Delegato Salini Impregilo, intervenuto alla sesta edizione della conferenza annuale ISPI “Il mondo nel 2018: opportunità e rischi per le imprese italiane”, tenutasi oggi a Milano presso Assolombarda, insieme, tra gli altri, a Enrico Letta, Dean Paris School of International Affairs, Beniamino Quintieri, Presidente di SACE, Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam e Pietro Modiano, Presidente SEA.

Salini ha sottolineato come l’assenza di un progetto strategico per l’Italia venga spesso considerata conseguenza di un periodo di crisi politica ed economica. E’ invece necessario cambiare prospettiva e considerare la mancanza di una strategia come una delle cause che porta all’immobilizzazione di un paese, dovuta in particolare ad una visione politica di breve termine legata più a scelte elettorali che a scelte strategiche che guardano ad un futuro di lungo periodo. Uno scenario che ha causato la fuga di aziende e talenti, con il loro know how, e di capitali, con la loro capacità di supportare gli investimenti.

Un cambio di prospettiva, prosegue Pietro Salini, serve nel settore delle infrastrutture, dove la  programmazione di lungo periodo è indispensabile, come dimostrato da altri Paesi riusciti a cavalcare momenti di crisi per cogliere nuove opportunità. In tutto il mondo ci sono casi virtuosi come quelli di Parigi, con il Grand Metro, con investimenti per 28 miliardi; dell’Arabia Saudita, con National Transformation Plan e Vision 2030, con investimenti nelle infrastrutture per 88 miliardi nei soli prossimi 5 anni; della Cina, con il progetto transfrontaliero One Belt One Road, per il quale da sola ha messo a disposizione 113 miliardi; e degli Stati Uniti, con il piano infrastrutturale avviato da Obama e proseguito con la nuova amministrazione di Trump.

Nel corso del dibattito è emerso come i paesi che investono in infrastrutture capitalizzano sui benefici di medio lungo periodo che ne derivano, sia in fase di costruzione, ad esempio con aumento dell’occupazione, che in fase di operatività, grazie al meccanismo virtuoso che le infrastrutture attivano non solo in termini di miglioramento della qualità della vita, ma anche in termini di cost saving nel lungo periodo, grazie all’aumento di produttività delle aziende e degli individui.

“Il sistema Italia esprime una serie di eccellenze che hanno reso virtuoso il loro processo di internazionalizzazione, esportando competenze e know how, e confermando la loro competitività sul mercato internazionale. Mi auguro per il 2018 nuove opportunità non solo nel mondo ma anche in Italia, per far restare in questo paese un po’ del valore che oggi esportiamo in tutto il mondo. Mi auguro una classe politica che guardi al futuro per noi e per i nostri figli, con un nuovo progetto strategico infrastrutturale come lo è stato l’alta velocità negli anni ’90 o l’Autostrada del Sole, un progetto che porti gli investimenti infrastrutturali ad un valore superiore al 2% del PIL nazionale, e porti di nuovo le imprese italiane a competere come una squadra alle stesse condizioni in cui competono le aziende degli altri paesi”.

DOWNLOAD

Data pubblicazione: