Salini Impregilo al Museo Egizio per il 50° anniversario del salvataggio dei templi di Abu Simbel

TORINO, 4 Febbraio, 2019 – «Quando sono partito avevo 26 anni ed ero il più giovane nel cantiere di Abu Simbel». Luciano Paoli oggi di anni ne ha 78 ed è uno dei protagonisti della grande avventura internazionale che fu lo spostamento dei templi di Ramesse II in Egitto, messi a rischio dalla costruzione della diga di Assuan.

Un testimone inedito che dalle cave di Carrara fu chiamato a sezionare i templi di Abu Simbel e che ha preso parte alla celebrazione dei 50 anni da quella avventura, organizzata da Salini Impregilo insieme al Museo Egizio di Torino.

Il suo è il racconto di una grande impresa, ma anche dell’Italia del miracolo economico. «Affidarono quel compito ai marmisti di Carrara – spiega – perché eravamo considerati i migliori al mondo».

E il 4 febbraio a Torino, quell’impresa per salvare un patrimonio Mondiale dell’Umanità è stata ricordata con un evento presso la sede del Museo Egizio alla presenza di Pietro Salini, Amministratore Delegato di Salini Impregilo, Christian Greco, Direttore del Museo Egizio, Ana Luiza Thompson-Flores, Direttore Regionale per l’UNESCO.

“Lo smontaggio dei due Templi, con il successivo rimontaggio in un luogo diverso, e la perfetta ricostruzione morfologica dei terreni circostanti, fu senz'altro qualcosa di visionario, che ha rappresentato una nuova frontiera per il nostro settore, ed ha soprattutto dimostrato al mondo che era possibile far convivere il progresso con il salvataggio di patrimoni dell’umanità". Ha affermato l’Amministratore Delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini. “Oggi, a 50 anni da questa incredibile operazione, ricordiamo con grande ammirazione quella squadra di uomini e donne provenienti da tanti paesi e tante culture che, grazie a capacità tecniche uniche, hanno saputo cogliere e vincere questa sfida per le generazioni future”.

Lo spostamento dei templi di Abu Simbel, al quale Impregilo (oggi Salini Impregilo) prese parte, impiegò 40 milioni di ore di lavoro e 2.000 uomini da 50 paesi, in poco più di 1.100 giorni.

Per realizzarla vennero sezionati due templi pesanti rispettivamente 265.000 e 55.000 tonnellate, i pezzi furono posizionati in una enorme area deposito di 44mila metri quadrati, prima di essere rimontati 280 metri più all’interno e 65 metri più in alto rispetto alla loro sede originaria.

Un’impresa unica che è stata celebrata anche attraverso il libro "Nubiana", per la prima volta in formato multimediale, che narra la storia dei templi eretti più di 3.000 anni fa, per celebrare la potenza del grande faraone Ramesse II, e racconta la sfida ingegneristica del consorzio internazionale.

Promosso da Salini Impregilo e realizzato in collaborazione con il Museo Egizio, il volume raccoglie i contributi di eminenti studiosi del museo torinese quali il Direttore Christian Greco, insieme a Beppe Moiso e Tommaso Montonati, e altri egittologi di fama mondiale, come Willeke Wendrich, della University of California, Los Angeles (UCLA). Il libro, edito da Rizzoli, è articolato in due sezioni, divise dai preziosi acquerelli del taccuino di viaggio in Egitto di Stefano Faravelli. La prima sezione narra la storia dei templi, descrive la figura del grande faraone Ramesse II e della moglie Nefertari, degli dei egizi e degli archeologi che scoprirono le meraviglie della Nubia. La seconda sezione racconta le delicate fasi di smontaggio e rimontaggio in sicurezza dei tempi.

Il libro raccoglie 250 immagini e offre la possibilità di accedere a contenuti multimediali inediti – la maggior parte dei quali custoditi nell’archivio fotografico e multimediale del Gruppo Salini Impregilo. Seguire e rivivere ogni momento delle delicate operazioni che hanno permesso lo spostamento e il salvataggio dei Templi di Abu Simbel è stato infatti possibile grazie a un archivio storico unico, che il Gruppo Salini Impregilo è riuscito a preservare, grazie alla cura con cui le diverse società che ne hanno fatto parte hanno salvato i loro materiali multimediali. Dal 1906, anno della prima foto di questa storia ultracentenaria, fino ad oggi, sono 1 milione e 250 mila le foto raccolte, organizzate e digitalizzate dal Gruppo e 700 i video anche storici di grande impatto, come quelli di Ermanno Olmi sulle dighe costruite per la Edison nella prima metà del 900.

“Nubiana” rappresenta l’ultima delle opere rese possibili grazie al patrimonio iconografico dell’archivio, opere raccolte nella library del sito www.salini-impregilo-library.com.

Salini Impregilo, leader globale del settore grandi infrastrutture complesse, ha spesso fornito supporto per preservare il patrimonio culturale del passato o per costruire nuovi luoghi di cultura, come il centro culturale ad Atene, con la nuova biblioteca e la nuova Opera House, e l’Auditorium Parco della Musica a Roma. In Grecia, a Salonnico, il Gruppo, con l'aiuto di esperti archeologi, sta lavorando per salvaguardare un'importante strada antica romana nota come “decumanus maximum”, scoperta durante la costruzione della prima linea metropolitana cittadina. Lo stesso è stato già fatto a Roma, per la Linea B1, dove sono stati scoperti alcuni relitti dell'antica città. Salini Impregilo ha inoltre collaborato al restauro di alcuni tra i più celebri musei del mondo, collaborando ad esempio al miglioramento funzionale di Palazzo Pitti di Firenze, degli Uffizi di Firenze e della Pinacoteca di Brera a Milano.

 

NUBIANA

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