Genova, pronti ad iniziare il ponte con 10 giorni di anticipo

Comunicato stampa

11 marzo 2019 - Tagliata la prima lamiera del Ponte di Genova

“Siamo pronti con Fincantieri ad iniziare le sottofondazioni del ponte con 10 giorni di anticipo sulla data prevista del 31 marzo, perché Genova deve ripartire dal lavoro, per dare un futuro a tutti quei lavoratori che possono trovare occupazione nei cantieri impegnati nella costruzione di nuove opere. Il taglio di questa prima lamiera non è solo il primo passo per l’avvio di un progetto importante come il ponte, ma è anche l’occasione per dimostrare che, quando c’è una visione condivisa tra grandi imprese private, lo stato e gli enti locali, anche l’Italia è in grado di scrollarsi di dosso l’immagine di immobilismo, attivandosi per far crescere l’occupazione, partendo dallo sviluppo delle infrastrutture”, dichiara Pietro Salini, a margine dell’inaugurazione del nuovo stabilimento 'Fincantieri Infrastructure' e del taglio della prima lamiera destinata alla costruzione del nuovo Ponte di Genova.

Il settore delle infrastrutture può fare da traino per la ripresa dell’occupazione, e per fare questo dobbiamo tornare ad investire, superando le divisioni. E dobbiamo farlo, come dimostriamo oggi con il taglio della prima lamiera del ponte, rispettando i tempi previsti per i progetti. Il ponte di Genova può diventare il paradigma di questo nuovo modo di fare infrastrutture, un modello in cui stato, enti locali e imprese private concorrono tutti per dare ai cittadini un’opera essenziale, per creare occupazione e sviluppo nel più breve tempo possibile.

11 febbraio 2019 - Parte la demolizione del Ponte di Genova
“Il riscatto di Genova, della Liguria e dell’Italia”, come l’ha definito il Primo Ministro Giuseppe Conte, è iniziato il 9 febbraio quando una delle travi tampone di quello che resta del Ponte di Genova lato Ponente è stata smontata e trasportata verticalmente fino a terra.

Una discesa di 43 metri che il troncone, lungo 36 metri e largo 18, ha compiuto ad una velocità di 5 metri all'ora, di fronte allo sguardo attento del Primo Ministro, del Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, del Sindaco di Genova e Commissario per la ricostruzione, Marco Bucci e del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

La demolizione del troncone, dal peso di circa 800 tonnellate, è il primo passo di un percorso che terminerà nel 2020 con la conclusione dei lavori di costruzione e consegna del nuovo ponte. Le opere di ricostruzione inizieranno terminate una parte degli interventi di demolizione, quando entrerà in azione la società consortile PERGENOVA, costituita da Salini Impregilo e Fincantieri, le due aziende incaricate di realizzare il nuovo viadotto. Obiettivo è restituire alla città un’infrastruttura moderna e funzionale, e di farlo nel più breve tempo possibile.

18 gennaio 2019 – A un mese dall'assegnazione dell'incarico per la costruzione del nuovo Ponte sul viadotto Polcevera a Genova da parte del commissario Bucci, Salini Impregilo firma ufficialmente il contratto per la realizzazione dell'opera, impegnandosi a far ripartire la città ligure insieme a Fincantieri.

Firma del contratto per il ponte. Intervento Pietro Salini - Guarda il video

Firma del contratto per il ponte - Leggi la nota stampa

Questo è un giorno memorabile per la ricostruzione dell’Italia e di Genova. Il ponte che nascerà da queste ceneri sarà un simbolo non solo della ripresa economica della città di Genova, ma anche di una nuova ripartenza per il paese intero. Ricostruire questo ponte può diventare un’occasione per dare il via ad un nuovo rinascimento italiano.

Il progetto

“Il nuovo ponte dovrà essere semplice e parsimonioso, ma non banale. Sembrerà una nave ormeggiata nella valle; un ponte in acciaio chiaro e luminoso. Di giorno rifletterà la luce del sole ed assorbirà energia solare e di notte la restituirà. Sarà un ponte sobrio, nel rispetto del carattere dei genovesi”.

Così Renzo Piano racconta la sua idea di ponte che sorgerà nella stessa area del Ponte Morandi con una presenza sobria e discreta.

infografica ponte
infografica ponte

Il viadotto sul Polcevera è uno snodo essenziale per il collegamento con la Francia, con il porto e in generale con le aree limitrofe, tassello essenziale per far recuperare a Genova il ruolo di grande città portuale e commerciale.

Il nuovo Ponte sarà costituito da un impalcato in acciaio con una travata continua di lunghezza totale di poco superiore a 1,1 km costituita da 19 campate. Il progetto prevede 18 pile in cemento armato di sezione ellittica posizionate con un passo costante di 50 metri, ad eccezione della campata sul torrente Polcevera e delle due campate adiacenti, dove l’interasse passa da 50 a 100 metri. Tale soluzione consente l’ottimizzazione delle strutture e delle fondazioni, limitando le dimensioni delle stesse in un contesto fortemente urbanizzato ed antropizzato.

La ricostruzione del ponte è destinata a diventare il simbolo della rinascita di una grande città come Genova, ma anche il simbolo di una nuova fase di sviluppo del paese, mostrando che anche in Italia è possibile fare infrastrutture in breve tempo, dalla fase di identificazione delle necessità alla fase di execution. Il progetto di Genova rappresenta un modello di collaborazione tra grandi aziende complementari tra loro, che permette di mettere a disposizione della città e del paese un know how unico di grandi aziende italiane.

Tecnologia e Sviluppo:
I 100 Ponti di Salini Impregilo

Negli ultimi cento anni Salini Impregilo ha dato il suo contributo allo sviluppo dell’ingegneria civile realizzando 102 tra ponti e viadotti per una lunghezza totale di 590 chilometri. Tra loro, infrastrutture maestose costruite in giro per il mondo, strategiche per la mobilità delle persone e delle merci e uniche in termini di eccellenza tecnologica.

COSTRUITI NELLA STORIA DI SALINI IMPREGILO

Ponte
102 tra ponti e viadotti
Viadotto
590 km

Dal ponte di Recco (il viadotto ferroviario che collegava il Nord con il Centro Italia, costruito prima nel 1914 e poi ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale), al secondo ponte sul Bosforo, dal Rosario-Victoria in Argentina fino al Gerald Desmond Bridge attualmente in costruzione negli Stati Uniti d’America, il Gruppo ha realizzato i suoi ponti in oltre 20 stati in giro per il mondo, alcuni di questi al servizio del trasporto stradale, altri invece per le linee ferroviarie. Ponti strallati come i viadotti Sfalassà a Favazzina sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria in Italia; ponti di consistente lunghezza come il “A. Max Brewer” negli Stati Uniti (977 metri); o ancora sezioni autostradali complesse come quella che va da Anchieta a Immigrantes in Brasile, dove sono stati realizzati in successione 9 tra ponti e viadotti di lunghezza variabile tra i 74 e i 1.225 metri. Grandi opere, realizzate seguendo sempre le più attuali tecniche di costruzione, alle quali si aggiungono oggi alcune eccellenze del panorama ingegneristico mondiale.

 

Skytrain, un ponte curvo per la metro di Sydney

La costruzione della Sydney Metro Northwest (una nuova linea metropolitana che collega Bella Vista e Rouse Hill nella città australiana) non è ancora terminata, ma il viadotto Skytrain ne è già divenuto un simbolo. Sul ponte correrà infatti il treno della metro che attraverserà Sydney per una lunghezza di 23 chilometri divisi in otto stazioni. La caratteristica del viadotto è la sua curvatura che impegna tutta la parte sopraelevata ad una altezza variabile tra i 10 e i 13 metri sul livello del suolo e per una lunghezza complessiva di 4,6 chilometri. La struttura permette ai treni di compiere una ampia curva mentre galleggiano in aria attraverso il sostegno garantito da 120 piloni con una campata standard di 39 metri.

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Gerald Desmond Bridge, un’infrastruttura strategica per Long Beach

Il suo sarà un compito difficile: sostituire lo storico “Gerald Desmond”, il ponte che collegava il porto di Long Beach, in California, con la terraferma, un’arteria fondamentale per gli scambi commerciali perché il 15% delle merci importate negli Stati Uniti via mare passa proprio attraverso questa infrastruttura. Così nel 2013 sono iniziati i lavori per realizzare il nuovo ponte, un ponte strallato con una campata lunga 610 metri posizionata ad una altezza di 62 metri sul livello del mare, necessaria per permettere il passaggio delle grandi navi Post-Panamax. Una volta completato (le previsioni indicano il 2019) con due torri di 157 metri il ponte sarà il più alto degli Stati Uniti nel suo genere, una stazza che gli permette di sostenere carreggiate da tre corsie di scorrimento, garantendo così un traffico giornaliero di 68.000 veicoli, pari a circa 18 milioni di transiti ogni anno.

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Il secondo ponte sul Bosforo

Divenuto parte integrante dello skyline di Istanbul, il secondo ponte sul Bosforo è prima di tutto esempio concreto di come una grande opera infrastrutturale possa cambiare la vita delle persone e quindi il benessere stesso delle aree che interessa. Il Fatih Sultan Mehmet è infatti non solo un’infrastruttura possente, con una luce di 1.090 metri, ma si collega a un’autostrada lunga 247 chilometri che unisce la città di Kinali, in Europa, a quella di Kazanci, in Asia.
Realizzato tra il 1985 e il 1994, la sua costruzione nasce dalla volontà di permettere ai pendolari e ai viaggiatori di attraversare Istanbul senza passare per i suoi quartieri centrali. Un bisogno assoluto per la metropoli turca, come è stato dimostrato dai flussi di traffico registrati sul ponte e dall’impatto dell’opera sulle zone adiacenti. Nei sette anni successivi alla inaugurazione del ponte, gli scambi commerciali tra le aree circostanti sono aumentati del 31,8%, mentre dal 1994 ad oggi il conglomerato urbano nato intorno alle sue vie d’accesso è passato da 340 a 42.260 ettari.

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Rosario-Victoria, un ponte per il Sud America

Il salto che compie sulla valle del Rio Paranà non è solo un balzo spettacolare, sostenuto dalla struttura lunga 608 metri, con una luce centrale di 350 e due luci laterali di 129, ma una conquista per il traffico commerciale di almeno quattro paesi, il Cile, l’Argentina, l’Uruguay e il Brasile. Il ponte strallato Rosario-Victoria è infatti parte di un collegamento autostradale lungo 59,4 chilometri tra la città di Rosario (provincia di Santa Fé) e quella di Victoria (provincia di Entre Rios) nel Nord-Est dell’Argentina. La sua realizzazione ha dimezzato il percorso compiuto da macchine e camion che prima si sviluppava verso Nord per una lunghezza di 120 chilometri, utilizzando un tunnel che passava sotto il fiume. L’impatto è consistente anche in termini commerciali perché la città di Rosario è il principale centro di produzione di grano in Argentina e proprio la costruzione del ponte ha permesso di creare un corridoio stradale tanto con la costa Pacifica quanto con quella Atlantica.

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Salini Impregilo e Fincantieri pronti ad iniziare il ponte con 10 giorni di anticipo

“Siamo pronti con Fincantieri ad iniziare le sottofondazioni del ponte con 10 giorni di anticipo sulla data prevista del 31 marzo, perché Genova deve ripartire dal lavoro, per dare un futuro a tutti quei lavoratori che possono trovare occupazione nei cantieri impegnati nella costruzione di nuove opere. Il taglio di questa prima lamiera non è solo il primo passo per l’avvio di un progetto importante come il ponte, ma è anche l’occasione per dimostrare che, quando c’è una visione condivisa tra grandi imprese private, lo stato e gli enti locali, anche l’Italia è in grado di scrollarsi di dosso l’immagine di immobilismo, attivandosi per far crescere l’occupazione, partendo dallo sviluppo delle infrastrutture”, dichiara Pietro Salini, CEO Salini Impregilo, a margine dell’inaugurazione del nuovo stabilimento 'Fincantieri Infrastructure' e del taglio della prima lamiera destinata alla costruzione del nuovo Ponte di Genova.

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